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S'i' consento al desio che mi molesta,
veggo vergogna e duol seguirne insieme:
ché ben è folle il nocchier che non teme
di salvo porto mettersi in tempesta.
Libero uccel gioendo alla foresta,
chiuso poi in gabbia, lamentando geme.
Lasso, io il so ben! Ma me tal forza preme
ch'a più saggio di me tolto ha potesta.
Or come puossi quel che all'alma piace
e vuol, far che disvoglia e che dispiaccia?
Quest'è impossibil: dica altri che vuole.
Segua adunque che vuol, ch'i' mi dò pace;
e son contento pur ch'Amor mi faccia
arder da' raggi d'un sì vivo sole.