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By Niccolò da Correggio

Col ferro rotto il mio legno mal sano

scorre fortuna, e porto alcun non scorge;

talor s'atufa in l'onde e talor sorge;

io coi gesti dal lito aiuto in vano:

como chi porta ad un che sia lontano

qualche cosa: e' vedendol la man porge,

e per desio di tòrla, non s'accorge

che inanti tempo a lui stende la mano.

Io cerco fructi in la stagione acerba,

e non che fructo, ma io non vego fiore,

né di rugiada ancor pascersi l'erba.

Felice quel che le promesse ha d'ore,

ché 'l longo tempo ogni speranza snerba

e in troppo gran digiun la fame mòre.