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By Antonio Tebaldeo

Di doglia colmo e de leticia pieno

scrivo, e scrivendo piange e ride il core;

inde del padre tuo prendo dolore,

che per morte cangiò stanza e terreno;

inde, pensando che a te resta il freno

d'un sì bel stato, l'afection, l'amore

me sforza ad alegrar teco, signore:

veggiome inanti il nectare e il veneno.

Pur lassarò il dolor che 'l cor mi preme,

ché chi al suo viver pensa, honesto e santo,

creder si dê che al ciel l'alma sia gita;

e se gli è gito al ciel, a che far pianto?

Faciam di te e de lui leticia insieme,

ma più di lui, che è gionto a miglior vita.