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By Bernardo Tasso

Prendi, sacra Calliope, i panni allegri,

le perle, l' ostro, le ghirlande, e i fiori,

e spoglia il cor di pensier tristi et egri:

più che mai bella la tua chioma onori

quel sempre verde e glorioso alloro,

pregio alto di poeti e imperadori;

piglia il sonoro e ricco plettro d' oro,

e piena di celesti e bei concetti

dona diletto a l' amoroso coro.

E tu, che guerra ai travagliati petti

fai col tuo strale, Amor, presta 'l cor pace

dettandoli divini alti intelletti;

tempra l' ardente et amorosa face,

tanto ch' io mandi altiere lodi intorno

del dì che sì soperbo andar mi face.

Oggi è 'l felice et onorato giorno

nel qual vidi beltà che senza pari

di fam' ha 'l Mondo, e d' alta gloria adorno;

nel qual gli occhi mirai sereni e chiari

che 'l camin mi mostrar di gir al Cielo,

a spregiar Morte, e gli anni invidi avari:

ond' io squarciai l' oscuro e fosco velo

che 'l vero lume m' appannava in guisa

che senza alcuno onor cangiava il pelo.

Mi fu in tal dì la libertà precisa,

e posto in servitù dolce e soave;

fu da' bassi pensier l' alma divisa;

in tal giorno donai lieto la chiave

de la mia vita a lei, che d' ora in ora

sgombra del cor ciò ch' è noioso e grave.

O dì beato, il Ciel te faccia ognora

via più degli altri risplendente e puro

quando de l' Occean ti scorge fora;

ogn' altra nebbia, et ogni fumo oscuro

seggan negli antri, e 'l tuo seren non copra

Giunon gelosa, o Giove irato e duro;

Apollo più che mai contento scopra

i chiari raggi, e per farti sereno

ponga ogni studio, ogni suo ingegno et opra;

Zefiro solo di dolcezza pieno

voli per l' aria, et a l' erbette tolti,

faccia di vaghi fior bello il terreno;

Borea co' venti impetuosi e stolti

restino lor mal grado in qualche speco,

o ne la pregion d' Eolo insieme accolti;

porti l' Aurora rugiadosa seco

i più vaghi color, quando ti adduce,

tal che ti lodi ogni latino e greco,

e dica: in cotal giorno un' alma luce,

un celeste splendore al Mondo apparse,

che sovra ogn' altro qui tra noi riluce.

O benedetto dì che 'l petto m' arse

quel dolce sguardo, e la soave vista,

ch' a la luce del Ciel puote aguagliarse;

o dì nel quale onor chiaro racquista

l' ingegno, onde 'l dolor suo disacerbe

l' alma già per adietro oscura e trista:

io prego il Tempo che con meno acerbe

voglie raffreni il suo veloce corso,

e più lungo degli altri a noi ti serbe;

e l' Ore lievi, poi ch' avranno il morso

posto a' destrier del Sol, ch' oziose e lente

ti dian contra la notte alcun soccorso,

sì che sian tardi in te le luci spente.