94

By Filippo Scarlatti

Dappo' che v'è in piacer ched io novelli

d'alcun sonetto d'operata rima,

ringrazione il Signor di tutto in prima,

po' tutti voi sicondi, a me frategli.

Colui ch'ascolta vuol ched io favelli,

secondo che la mente mia si stima,

sol per levarne colla dolce rima

se ' mie versetti fossin lungheregli.

D'alcun ce ne intendete, i' dico a lui,

i' faccio alquante cose a mio diletto

e piacemi d'udir cose d'altrui.

E se mi' opre aranno alcun difetto,

i' son sanza scïenza e sempre fui;

però il dir mio non può esser perfetto.

Se 'l frail mie intelletto

non satisfa, priego non biasimiate,

ma sol per mie ignoranza mi scusiate.