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Nocchier, cui fiero impetuoso vento,
Colmo di sdegno e di soverchio orgoglio,
Spinger tenti il suo legno in duro scoglio,
A farne stragge, a dissiparlo intento,
S'avvien che sull'istabile elemento
Fiammeggi scesa dall'etereo soglio
Aurea gemina luce, ogni cordoglio
Depone, e fassi appien lieto e contento,
Poiché, sciolto ogni nembo, ogni procella,
Mira l'onde tornar tranquille e chiare,
E giunger spera al desiato porto.
Tal io, già quasi in mar di pianto assorto,
Più non temo naufragio, or che mi appare
De i tuoi begli occhi l'una e l'altra stella.