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Donna, che scesa dall'empireo Coro
Fai de' beni del Ciel fede a' Mortali,
E negli occhi, d'Amor pompa e tesoro,
Porti del vero Amor l'arco e gli strali;
Stupido io miro e riverente adoro
Non le bellezze tue caduche e frali,
Non le guancie di rose o i bei crin' d'oro,
Cui non fur visti in alcun tempo eguali.
Adoro io quei, che non fia mai che invole
Da te la nostra o la futura etade,
Angelici costumi, atti, e parole;
E ben mille virtudi eccelse e rade,
E quella, ch'ognun tanto invidia e cole,
Giunta a somma beltà, somma onestade.