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By Giambattista Giraldi Cinzio

Gito se n'è il mio sol verso l'occaso,

lasciando oscuri i miei già chiari giorni,

e i raggi d'amorosa grazia adorni

dan luce al cielo; e cieco i' son rimaso.

D'infinito dolor son fatto vaso,

né luce alcun è qui, che più m'aggiorni;

or non bisogna (lasso me) ch'io torni

a la dolce Academia, al mio Parnaso.

U' son, dolente me, miei di condotti

da così lieta a sì infelice vita,

e da sì eccelso a così basso stato?

Mancato è a le mie rime il suono usato,

son la speme e i desir nel mezzo rotti,

poich'è la luce mia nel ciel salita.