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By Ludovico Leporeo

Senza un resto digiun di quando in quando,

E cenci e specchi e ferravecchi vendo,

E carlini e quattrini non avendo,

Lemosina e Mnemosina dimando.

Per dama che mi affama vo accattando,

E per suo prò quant'ho per me non spendo,

Che del mio mal mortal si sta ridendo,

Mentre peno per lei, non ceno o prando.

Stommi in farsetto spagnoletto lindo,

Né valmi a rollo esser d'Apollo il biondo,

Né laureato e coronato in Pindo,

Ché le castagne di montagne io mondo,

E Malvagìa dell'osteria non brindo,

Né d'animelle di vitelle abondo.