96)

By Auteur inconnu

O Terra, o Madre dell'oscura e cheta

Notte, dalle cui nere ampie latebre

Il sonno con immagine funebre

Fuor esce, e la metà del Mondo acqueta;

Se è ver ch'il grand'impero col pianeta

Maggior dividi, ond'ei dalle palpebre

Sgorga fuor luce, e tu vive tenebre

Diffondi, ei strepitoso e tu segreta,

Deh non lasciar me nel comun riposo

Vegliar mai sempre: ché del Sole a scorno

Dirò poi quel ch'è forse al volgo ascoso.

Dirò c'han l'ombre tue qual ha d'intorno

Corpo la luce, e che l'abisso ombroso

Era già prima, e ancor non era il giorno.