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O Terra, o Madre dell'oscura e cheta
Notte, dalle cui nere ampie latebre
Il sonno con immagine funebre
Fuor esce, e la metà del Mondo acqueta;
Se è ver ch'il grand'impero col pianeta
Maggior dividi, ond'ei dalle palpebre
Sgorga fuor luce, e tu vive tenebre
Diffondi, ei strepitoso e tu segreta,
Deh non lasciar me nel comun riposo
Vegliar mai sempre: ché del Sole a scorno
Dirò poi quel ch'è forse al volgo ascoso.
Dirò c'han l'ombre tue qual ha d'intorno
Corpo la luce, e che l'abisso ombroso
Era già prima, e ancor non era il giorno.