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Donna, l'alma beltà, che in te risplende,
Raggio è del Sol, ch'al Sol dà moto e luce;
Raggio, che, mentre nel tuo fral discende,
Qual per terso cristallo, indi traluce.
Stupido io lo contemplo: ei ratto accende
In me desio, ch'a ben oprar mi è duce.
S'erge intanto la mente, e 'l volo stende
Là 've al principio suo si riconduce.
Ivi lieta si spazia, ivi s'interna;
Ivi, ogn'altro piacer tenendo a vile,
Fruisce in Dio felicitade eterna.
Tal dal bel volto tuo, Donna gentile,
Piove virtù, che i miei pensier' governa
E rende l'Alma al suo Fattor simile.