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By Torquato Tasso

Signor, storta di Palla e tremebondo

cannon di Marte e turbine e tempesta,

di cui temendo di tremar non resta

Tifeo là sotto, onde ne squassa il pondo,

così armatura senza pari al mondo

il zoppo fabro di sua man ti vesta,

e la sua moglie un par di corna in testa

gli ponga, accesa del tuo amor giocondo:

opra col tuo signor, che si disserri

la mia prigione, o tu con un fendente

manda in pezzi le porte e i catenacci:

così n'andremo in fra la marzia gente,

tu tutto armato, io sol con gli spallacci,

fra noi le penne accomunando e i ferri.