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By Ludovico Leporeo

Io son marcio scatarcio in guisa tale

Che il fegato ho tutt'arso, e sparso il fiele,

Ed asmo e spasmo d'etica crudele,

E dentro il centro sento uno spedale.

Per me cosa, né dosa ha lo speziale,

Giacinto, terebinto, o cannamele,

Che già son prese e accese le candele

Per il mio mesto e presto funerale.

Per me suona Elicona il campanile;

Ma de' miei guai né mò, né mai si duole

Cotesta rompitesta, empia Erifìle,

Né mi val trisuonar, né stampar fole,

Che s'io muoio, del mio cuoio gentile

Farsi coturni ai piedi eburni vuole.