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Se Pastorello innamorato scriva
Duo cari nomi e un bel verso d'amore
Sulla tua scorza, Arbor gentile, e viva
Sempre mai la tua chioma, il frutto, e il fiore,
Dimmi: quinci passò colei, che avviva
E strugge insieme i miei pensieri e il core?
Posò forse il bel fianco in questa riva
Sola, o seco era, ohimè, qualche Pastore?
Chi fu, ch'impresse queste, che riserba,
Orme diverse, la segnata arena,
E chi premuti ha questi fior', quest'erba?
Ah, ch'un gelo m'è corso in ogni vena;
Albero taci, ché s'è tanto acerba
La dubbia, e qual fia mai la certa pena?