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By Torquato Tasso

Diceva un mesto coro: "O dolci fonti

e voi rive frondose,

alti colli, ime valli, e piagge ombrose;

Eco, e tu che rispondi al mio lamento,

chi può dar fine a sì crudel fortuna?

Una. Dunque sol una

è la cagion del mio mesto concento?

Cento. Non son già cento, e sono molte

in bella festa accolte.

Colte. Non sol son colte, ma son rose

di primavera in verdi spine ascose.

Cose. Non sono cose in selva usate,

né in più chiaro sereno o 'n più bel velo

stanno le stelle in cielo.

Celo. Non celi già tanta beltate,

né la coprir giammai selve o foreste.

Este. Non son già queste

degne di tanto onor, né vi nascose

ninfe sì belle Amor né graziose.

Ose. Chi fia ch'ardisca il rozzo canto

tanto innalzar che degnamente onori

tra le verdi erbe e i fiori

pur il candido velo o 'l bianco manto?

Manto. Manto indovina: ad altra intendi,

crudel, ch'in gioco prendi

tanti lamenti. Menti. Io no", rispose

"ma tu ch'un bel fanciullo a morte pose".