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By Filippo Scarlatti

A speranza mi vivo in giorno in giorno,

sperando sempre uscir di tanta pena,

e più l'un dì che l'altro manca lena

e consumomi come legne in forno.

E quando spero d'avere un soggiorno,

truovomi raddoppiata mala cena;

e allor forte il dolor mi raffrena

e mugghio più che non sonò mai corno.

La Morte chiamo, ché spenga mie vita;

po' che Fortuna in dolor pur mi tiene,

almen facessi all'alma far partita.

Sarebbemi rimedio alle mie pene.

Però dico a te, Morte: - A me aita,

po' che privato son di tutto bene! -

Spezzate le catene

son da Fortuna, e hammi sì percosso,

macera m'ha la carne e rotto ogni osso.