A bella inferma vestita di color cenericcio

By Girolamo Fontanella

Pallidetta mia Luna,

Languidetto ben mio,

Qual ecclissi importuna

Di mortifera spoglia in te vegg'io?

O miracol d'amor, come vestita

Dentro spoglia di morte, appar la vita?

Tu col livido argento

Di tua pallida veste,

Di futuro tormento

Mille annunzi al mio cor dubbie tempeste,

E mostri fuor, così devota e pia,

Ne le ceneri tue, la morte mia.

Forsi, bella romita,

Cerchi, molle di pianto,

Far monastica vita

Dentro sì bello e cenerizio ammanto?

Perché con quel vuoi lagrimar gli errori

De le rapine che tu fai de' cori?

O ne' campi celesti

A la nunzia del Sole

Involar tu volesti

L'amorosette e pallide viole,

Farne poi con maestria novella

Nel bell'abito tuo tinta sì bella?

O con modo confuso

D'indistinto colore

Ha mischiato e diffuso

Tra 'l bianco e 'l nero il tuo bel manto Amore,

Perch'abbia poi nel riguardarti ognuno,

L'allegrezza nel bianco, il duol nel bruno.

O tu, nova fenice,

Dimostrando mi vai,

Che risorger felice

Da le ceneri tue più bella sai;

E con ali di fama, aurate e belle,

Puoi levarti a le sfere, irne a le stelle.

In un color sì bello,

Ch'hai ne la gonna sparso,

Come in funebre avello

Stiasi il mio core incenerito et arso;

E ne l'esequie sua riceva intanto

Incensi di sospir, mirre di pianto.