A CARLO POERIO
Te salutiam risorto a un dì novello,
Carlo, e sottratto a man crudeli e ladre:
e l'alto duol che di conforti è padre
proviam, pensando teco al tuo fratello.
Splendide esequie, in mestamente bello
ordine, a lui sacrâr libere squadre;
e Venezia, immortal sorella e madre,
di pie parole gli scolpì l'avello.
E lui del sangue suo l'aperta vena
segnò poeta; e con martirio santo
morì credendo nell'Italia e in Dio.
E non visse ai singhiozzi; e non sentìo
lontan lontano della madre il pianto,
e il suono, o Carlo, della tua catena.