A Filippo Scarlatti
Pensando agli anni, mesi e giorni, ch'io
vivuto sono e sciolto da quel raggio
che lieto mi tenea e 'l viver saggio,
involvendo mie cor con suo desio,
l'ora ch'i' 'l persi turbò il viver mio.
In tutto vidi e, per alcun vïaggio
ch'i' facci o cerchi, truovo ancor messaggio
che pace rechi a tal dolor sì rio;
e per fuggir talvolta el mio martire
e posa dare all'affannata mente,
e verdi colli e templi vo cercando.
Ma dov'io vado o stia, questo servire
da me non parte, ma veggio sovente
essa formata mi si vien mostrando.