A Lucrezia.
LUCREZIA, s'a l'adultero Romano
cedi senza contrasto,
loda di nome casto
da giusta morte ingiustamente chiedi:
se sforzata gli cedi,
qual follia, col morire
portar la pena de l'altrui fallire?
Invano dunque invano
morendo aspiri ad immortali onori:
ch'o scelerata, o forsennata mori.