A Rafaello Rabbia parlando del proprio ritratto.
Questa, onde tanto i tuoi desiri inganni,
del mio sembiante imaginata forma
non è se non del corpo un'ombra, un'orma,
Rabbia, ch'al fin disparirà con gli anni.
L'altra parte di me, ch'implica i vanni
al vago Spirto che 'l suo fango informa,
n'andrà fin che sotterra il mondo dorma,
disciolta in polve, a terminar gli affanni.
Ma la più pura e bella, in cui scolpita
la sembianza il Fattore ha di se stesso,
vivrà mai sempre incorrottibil vita.
Sìami in questa da te loco concesso:
ch'uopo non ha d'imagine mentita
chi ne l'anima sua mi porta impresso.