A SEVERINO FERRARI

By Giovanni Pascoli

Compagno, io sono venuto: guardami:

son io. Tu chiedi forse che, tacito,

che, stretto tra queste mie dita,

io stesso riguardi? La vita.

La vita, ov'arde breve ora un piccolo

fuoco che presto mutasi in cenere;

che vana, che nulla vapora,

ma un fumo esalando, che odora.