a. Tapina in me c'amava uno sparvero.
Tapina in me, c'amava uno sparvero!
Amaval tanto ch'io me ne moria!
A lo richiamo ben m'era manero,
ed unque troppo pascer no 'l dovia.
Or è montato e salito sì altero,
as<s>ai più alto che far non solia,
ed è as<s>iso dentro a uno verzero;
un'altra donna lo tene in balìa.
Sparvero mio, ch'io t'avea nodrito,
sonaglio d'oro ti facea portare
per che dell'uc<c>ellar fosse più ardito.
Or se' salito sì come lo mare
ed ài rotti li geti e se' fugito,
quando eri fermo nel tuo uc<c>ellare!