A UN AMICO DI MIO PADRE

By Giovanni Pascoli

Amici suoi che foste, avete udita

mai la sua voce? - O tomba oscura e forte,

in cui m'affanna i sonni della morte,

ineluttabil incubo, la vita!

Oh! vivo io, vivo. O prole mia sfuggita

a questa forse invidiata sorte,

come risuona sempre a queste porte

la tua querela timida, infinita!...

L'uno va nudo e solo ramingando;

qui sosta e piange. Un altro derelitto

odo in segreto disperar lontano.

E le mie bimbe gemono pensando

al muto grido che per loro io gitto,

alle mie braccia per lor tese, invano. -