Ad Antonio Araldo

By Giovanni di Maffeo da Barberino

Tu mi saetti nel dir medicame

ed io a te bombarderò di notte;

tu mi vuo' dar medicina alle gotte:

guarisci te con le tuo cose grame.

Oche, bue, porco, pesce con salame,

anguille, agrume e vivande corrotte,

vin turbo, grasso, agresto empie le botte

e di quel mangia e béi quando n'ha' fame.

S'io mangiar posso, i' vo' starne e capponi,

lamprede, anguille, arrosto ed in tocchetto,

quaglie, fagiani e pollastri e pippioni,

malvagìe e trebbian ber per diletto,

mandorle, pere, pesche e buon poponi,

vernaccia doppo il cibo e del confetto.

Di Venere l'effetto

l'accidente e l'età me n'hanno privo,

ché, se 'l potessi usar, non sare' vivo.