AD UN CAMPANILE GOTICO

By Emilio Praga

Fosti eretto da uomini orgogliosi

in un'età di ferro!

Nelle viscere tue stan marmo e cerro,

bel campanile!

I tuoi merli son gloria e apoteosi!

L'ellera vagabonda,

agli ermi amica, tutto ti circonda

con vago stile!

I tuoi merli li fe' la durlindana

tramutata in martello,

ond'è che appari simile a un castello,

o mole strana!

Ti contemplo quaggiù dalla vallata

dell'erbe in sullo smalto,

o mio bel campanile, o chiesa, o spalto,

che il sole indora!

L'ellera, amica agli ermi, ha incoronata

la tua vetusta fronte,

e tu rammenti, o campanile, un monte

e una calma dimora!

Come t'aman le rondini fedeli!

Al tramonto è una festa

di voli e trilli intorno alla tua testa

che guarda i cieli!

La tua campana è una nenia soave

e riverente io l'odo:

e ripenso ai misteri e a Quasimodo,

bel campanile!

Che l'Angelus tu pianga o canti l'Ave,

canti e piangi d'amore:

e fai pensare ai poveri e al Signore

superbo e umìle.

O mole strana! e alle rondini accanto

l'upupa tu ricetti:

da secoli tu accogli anche i reietti,

campanil santo!

Lascierò questa valle; assai lontano

forse il destin mi attende:

ma per mutar di luoghi e di vicende,

muro feudale,

ricorderò che non t'ho visto invano,

perché in te mi specchiai!

Nel tuo destino il destin mio guardai,

o pieno d'ale:

o pieno d'ale, o pieno di mistero,

di memorie e d'oblìo,

muro triste e leal, mi hai mostro intero

il genio mio.