Adone, che dorme in grembo a Venere di Giacomo Palma.
Di sonno Adon trabocca,
Venere bella, e nel tuo sen vezzoso
con languido riposo
tra le gravi palpebre a poco a poco
sepelisce il tuo foco.
Scoti scoti dintorno
l'ali del vento, e voi versate Amori
pioggia di fiori. Ah vedi Amor, ch'a bocca,
per volerlo destar, si pone il corno.
Dormir si lasci il giorno,
pur che con doppia usura ei sconti poi
di notturne fatiche i sonni suoi.