AFFETTI, ERRORE, RAVVEDIMENTO

By Niccolò Tommaseo

Allora, allor nell'anima

profonda suoneranno

religioso gaudio,

desiderato affanno

le tue soavi e sante

parole, o pia, d'un misero

madre, sorella, amante.

Allor teco alla povera

mensa vedrommi assiso,

teco i sospir confondere

e il genial sorriso:

conoscerò qual sei

allora; e la memoria

dirà quant'io perdei.

Ella rugiada all'arido

cor, del suo cor non degno:

da lei scintille e giovane

vita al senile ingegno.

I' bastai solo a lei;

e i suoi terror seguirono

sempre i perigli miei.

Guardò nel mio silenzio

mesta e pietosa, e tacque:

udì mie lodi, e tacita

e umìle in lor si piacque.

Della mia voce al suono

precesse il suo servigio,

precesse il suo perdono.

Dunque per me più misera

vivesti, e per me rea!

Ingrato, io di terribili

gioie e di speme empiea

quel cuor che, poi frustrato,

lavar con tante lagrime

doveva il mio peccato.

Ella esultò negl'impeti

d'un inconcesso amore:

e me bugiardo e perfido

diceva, e non migliore,

allor ch'ai desiosi

suoi baci, qual fantasima

di morte, Iddio frapposi;

allor che me contrario

a' miei desir pregai,

e ad uno ad un gl'indizii

alla fedel negai

dell'usitato affetto,

come pugnal che strazia

di fibra in fibra il petto.

Ma tu di mute lagrime

pascevi il lungo affanno,

tu mansueta e docile

servivi al tuo tiranno;

e semplice, sincera

saliva al Dio degli Angeli

per lui la tua preghiera.

Pietà, Signor degli Angeli,

pietà, pietà di lei.

Mie le sue colpe furono,

i suoi dolor sian miei.

Troppo quel cuor s'affranse

d'ansia, d'amor, di tedio;

troppo conobbe e pianse.

Sola i' la lascio, e vedova

d'ogni terrena speme.

Tu nella notte, o Vergine,

quando il dolor più freme,

Tu scendi a visitarla;

non delle mie miserie

Ma del mio cuor, le parla.

Fa' che gli error, le angoscie

della mia vita ignori.

E se al mio crin di nobile

fronda o d'eletti fiori

serto destina il cielo,

sotto i suoi piè si spargano,

coronino il suo velo.

S'è ver ch'amore all'anima

è spiro, i' vissi assai:

molti e profondi e insoliti

affetti esercitai.

Non di piacer fiorita,

ma calda di memorie,

mi correrà la vita.