AI COLLEGHI NAPOLETANI

By Emilio Praga

Chi partìa dalla bella laguna

verso il golfo che pari non ha,

e dell'arte l'intatta fortuna

ricercava alle cento città;

chi movea dall'avello di Dante,

di Virgilio cercando l'avel,

ben trovava uno sempre il sembiante

dei fratelli, e il sorriso del ciel!

Sol cambiava divisa lo sgherro

che spiava il suo sacro cammin,

e scorgeva barriere di ferro

dal Cenisio all'estremo Apenin!

— Dite or voi, giunti pur da lontano,

il confin dell'Italia dov'è!

Voi venuti a far lieta Milano

messaggier di concordia e di fé!

Ah si stringan le destre, che eterna

questa pagina al mondo starà;

e si ingemmi coll'arte fraterna

che gigante qual fu, tornerà!

E or salpando alla bella contrada

vi sian facili i venti del mar;

noi sappiam che a far breve la strada

vi fia dolce di noi ricordar!

E se Napoli, giunti, vi chiede

che novella Milano le dà,

voi cui mesce l'italica fede

alla gioia un'immensa pietà:

dite a lei, che la suora diletta

le rimanda un amplesso d'amor...

ma che Roma confida ed aspetta,

e Venezia è una martire ancor!