AL MIO AFFETTUOSO PARENTE SIG. FRANCESCO VELLUTI-GHINI
hecco mio - vi son tenuto,
Ma tenuto tanto, tanto,
Del zecchin che ho ricevuto.
Oh che santo! che gran santo
È fra i Santi san Giovanni,
Che si degna tutti gli anni,
Sotto forma di moneta,
Di far visita al poeta!
Mi dispiace che non è
Come santa Elisabetta,
Che ci stava mesi tre;
San Giovanni ha un po' più fretta,
E va via lo stesso giorno
Senza dir: domani torno.
Io vorrei che questo Santo,
Ch'è sì grande, e che può tanto,
Dentro all'anno mi facesse
Delle visite più spesse;
Ma, quantunque l'abbia a grado,
Non lo vedo che di rado;
Ed è vostra cortesia
Se quest'anno anche s'è mosso
Per venire a casa mia;
Ché per gli altri pregar posso
Quanto voglio; ma è, v'accerto,
Vox clamantis in deserto.
Deh! seguite: e se Plutone
Che qua e là caccia la coda,
V'inducesse in tentazione
Che il donar non è più in moda,
Discacciatela veloce
Con il segno della croce;
Perché dice anzi Gesù
Che a chi ha meno dia chi ha più.
E così, se ogni anno in dono
Mi darete uno zecchino,
Sfido a dirmi che non sono
Un carissimo Cugino!