AL MIO EREDE

By Emilio Praga

Io son povero al par di un fraticello;

ma tu sei vispo, rubicondo e bello,

l'avvenire tu sei,

l'ultima legge ormai dei giorni miei.

Ti lascio, amico mio, molte sciagure

di cui farai tesoro:

esse valgono — sai? — nell'ore oscure

oh! molto più dell'oro!

Ti lascio i sogni e le illusioni,

mille imagini gaie e le canzoni

che leggerai pensando

di chi visse di te, mio venerando.

Mio bel vecchietto dalle chiome bionde,

che già osservi e già pensi,

cui non giunsero ancor lemuri immonde

dall'anima nei sensi!

Ti lascio il meglio che mi resta ancora:

il pio desir di una celeste aurora,

dei pedanti il disprezzo,

e la manìa di cercar perle al lezzo.

Ti lascio — forse — alcune avite botti,

il vecchio Dante onde al cielo si arripa,

e, ausigliatrice di non vacue notti,

una eccellente pipa!