Al pensiero

By Girolamo Fontanella

Occhio interno de l'alma,

Che non mirato miri,

E senza moto aver, ti movi e giri,

E con vista lincea, dove risplendi,

L'invisibile ancor visibil rendi.

Nasci a pena concetto,

E cresciuto in un punto,

Partorisci il desio, con cui vai giunto;

E volando senz'ali, in spazio poco,

Senza loco mutar, scorri ogni loco.

Precorrendo la voce,

Con efficaci segni

L'usanza altrui del ragionare insegni,

E scorgendo la man con muti detti,

Fra caratteri in carte apri i concetti.

Dal giudizio profondo,

Qual da cupo recesso,

Sopra l'ali del senno ergi te stesso.

Et a l'alta ragion, di cui sei duce,

Fra le tenebre ancor mostri la luce.

Fabbro d'alte chimere,

Senza base o sostegno

Edifici stupendi alzi a l'ingegno.

E mirabil ne l'opre entro la mente,

In fare il tutto hai per materia il niente.

Faticoso ne l'ozio

Il discorso aguzzando,

Da terra al ciel vai l'intelletto alzando,

E a contemplar quanto ha Natura ascoso,

Penetrando furtivo, entri bramoso.

Invisibil tesoro

Sopra ogn'altro pregiato

Stai ne l'arca del cor chiuso e celato.

E nel ciel de la mente accesa e bella,

Or sembri fissa et or vagante stella.

Fai vicino il distante,

Fai presente il futuro,

L'ombre estinte ravvivi entro l'oscuro.

E nel ben, che vietato altrui dispensi,

Con tue frodi ingegnose inganni i sensi.

Repentino discorso,

Mentre libero vai,

Prescritta meta al tuo vagar non hai.

Né stanchezza t'affrena o rende manco,

Ma sormonti nel ciel spedito e franco.

Lusinghiero fallace,

Or sereni et alletti,

Or conturbi e contristi i propri affetti.

E ne l'antro del cor sembrando un'Eco,

Parli muto, odi sordo, e vedi cieco.

Or qual torto Meandro,

Fra' tuoi dubbi successi,

A te medesmo un laberinto intessi;

Or qual serico verme, onde t'involi,

Dal tuo carcer natio libero voli.

Or cadendo risorgi

Meraviglioso al mondo,

Et or cadi sorgendo Anteo secondo,

E qual Idra novella altrui molesta,

Pullulando recciso, ergi la testa.

Or focoso guerriero,

Con orgogliosi fasti,

Senz'offender altrui pugni e contrasti,

E, innocente omicida, armato inerme,

Mostri saldo valor con forze inferme.

Scopri a l'egro assetato

Il zampillante rivo,

Con soave cader limpido e vivo,

Racconsoli gli amanti, e 'l bel che furi,

Su la tela del cor pingi e figuri.

Grazioso pittore

Con industria gentile

Dipingi in mezzo al verno aria d'aprile;

E con erbette imaginate e finte,

Mille forme diverse apri dipinte.

Rendi sazio il digiuno,

E liberale amico,

Fai ne la povertà ricco il mendico.

Ogni cosa prometti e, mentre fingi,

Tutto vuoi, molto abbracci, e nulla stringi.