Al pensiero
Occhio interno de l'alma,
Che non mirato miri,
E senza moto aver, ti movi e giri,
E con vista lincea, dove risplendi,
L'invisibile ancor visibil rendi.
Nasci a pena concetto,
E cresciuto in un punto,
Partorisci il desio, con cui vai giunto;
E volando senz'ali, in spazio poco,
Senza loco mutar, scorri ogni loco.
Precorrendo la voce,
Con efficaci segni
L'usanza altrui del ragionare insegni,
E scorgendo la man con muti detti,
Fra caratteri in carte apri i concetti.
Dal giudizio profondo,
Qual da cupo recesso,
Sopra l'ali del senno ergi te stesso.
Et a l'alta ragion, di cui sei duce,
Fra le tenebre ancor mostri la luce.
Fabbro d'alte chimere,
Senza base o sostegno
Edifici stupendi alzi a l'ingegno.
E mirabil ne l'opre entro la mente,
In fare il tutto hai per materia il niente.
Faticoso ne l'ozio
Il discorso aguzzando,
Da terra al ciel vai l'intelletto alzando,
E a contemplar quanto ha Natura ascoso,
Penetrando furtivo, entri bramoso.
Invisibil tesoro
Sopra ogn'altro pregiato
Stai ne l'arca del cor chiuso e celato.
E nel ciel de la mente accesa e bella,
Or sembri fissa et or vagante stella.
Fai vicino il distante,
Fai presente il futuro,
L'ombre estinte ravvivi entro l'oscuro.
E nel ben, che vietato altrui dispensi,
Con tue frodi ingegnose inganni i sensi.
Repentino discorso,
Mentre libero vai,
Prescritta meta al tuo vagar non hai.
Né stanchezza t'affrena o rende manco,
Ma sormonti nel ciel spedito e franco.
Lusinghiero fallace,
Or sereni et alletti,
Or conturbi e contristi i propri affetti.
E ne l'antro del cor sembrando un'Eco,
Parli muto, odi sordo, e vedi cieco.
Or qual torto Meandro,
Fra' tuoi dubbi successi,
A te medesmo un laberinto intessi;
Or qual serico verme, onde t'involi,
Dal tuo carcer natio libero voli.
Or cadendo risorgi
Meraviglioso al mondo,
Et or cadi sorgendo Anteo secondo,
E qual Idra novella altrui molesta,
Pullulando recciso, ergi la testa.
Or focoso guerriero,
Con orgogliosi fasti,
Senz'offender altrui pugni e contrasti,
E, innocente omicida, armato inerme,
Mostri saldo valor con forze inferme.
Scopri a l'egro assetato
Il zampillante rivo,
Con soave cader limpido e vivo,
Racconsoli gli amanti, e 'l bel che furi,
Su la tela del cor pingi e figuri.
Grazioso pittore
Con industria gentile
Dipingi in mezzo al verno aria d'aprile;
E con erbette imaginate e finte,
Mille forme diverse apri dipinte.
Rendi sazio il digiuno,
E liberale amico,
Fai ne la povertà ricco il mendico.
Ogni cosa prometti e, mentre fingi,
Tutto vuoi, molto abbracci, e nulla stringi.