Al Sig. Alessandro Rostri, che cantava e recitava in una tragedia
O d'angelico spirto aspetto e voce,
Innocente del ciel nuova sirena,
Che la funesta ancor tragica scena
Con l'armonia fai dolcemente atroce;
Questa, or tremula or tarda ed or veloce,
L'alme col moto suo muove e raffrena:
Infiamma, agghiaccia, e turba e rasserena,
Lega e punge e saetta, e pur non noce.
Sono i tuoi movimenti e i tuoi sembianti
Più che mortali, e tua facondia invita
Con le lagrime finte a veri pianti.
Te contemplando ogn'alma al ciel rapita
Da noi s'invola; e dai, se parli o canti,
Ancor nunzio di morte, altrui la vita.