Al Sig. Filippo Carlo Ghisilieri
Allor che di te miro il senno e gli anni,
In te contemplo acerbità matura,
Poich'ad onta del tempo e di natura
Le speranze precorri e gli occhi inganni:
Che veloce virtù, spiegando i vanni,
Va ne l'età presente a la futura,
E l'alma, ch'è di Dio forma e fattura,
Vince il corso del ciel, del tempo i danni.
E come in su l'aurora il sol nascente
Là dal primo orizonte appena spunta,
E pur giunge co' raggi a l'occidente,
Così teco virtù nata e congiunta,
Con la luce che spande in oriente,
Nel suo principio a le sue mete è giunta.