Al sogno
Tu che voli e derivi
Da le porte del Corno, umido messo,
E dai letali rivi
Porti infuse d'umor le penne spesso,
Svelati a me nel tuo velar profondo,
E dimmi pur quel che tu sei nel mondo.
Ingegnoso pittore,
Che fai vero parer quel che tu fingi,
E con falso colore
Mille imagini guaste altrui dipingi,
E con arte mentita entro la notte
Sei fallace espressor d'ombre corrotte.
Novo camaleonte,
Che prendi qualità da vari oggetti,
Proteo ch'in varia fronte
Prendi nel tuo mentir diversi aspetti,
E da fosco vapor torbido nasci
Dentro l'orrore, e sol d'error ne pasci.
Peregrin fuggitivo,
Ch'or vai nel mondo, or fuor del mondo errante,
E d'esistenza privo,
Sei fra l'ombre notturne ombra vagante,
Che con finto apparir, con vario gioco
Per tutto scorri, e senza loco hai loco.
Mostruosa Chimera,
Che duo contrari in un soggetto aggiungi,
E con strana maniera,
Quando ne stai vicin, ne stai da lungi;
E dentro ombrate e simulate forme
Rendi più desto l'uom quando più dorme.
Argo cieco et insano,
Che con torbide luci intendi e miri,
Fantasma ignudo e vano,
Che senza moto ancor ti movi e giri,
E con falso apparir mostri apparente
Il confuso e 'l distinto entro la mente.
Oracolo fallace,
Che senza lingua e senza voce hai voce,
E in silenzio loquace
Palesi altrui ciò che li giova o noce,
E mendace indovin fra larve oscure
Prendi a vaticinar cose future.
Torbida e fosca imago
Che turbi i sonni e che spaventi i sensi,
Potente e fiero mago,
Che togli e rubbi altrui quel che dispensi:
Nulla sei tu, che chi ti crede è molto
Di te, che vano sei, più vano e stolto.