Alessandro Magno.
Di progenie celeste in terra nato,
affrenator d'indomiti destrieri,
tuo grand'emulo, o Sol, chiaro e lodato,
gli spazii misurai degli Hemisperi.
Vidi in su 'l fior degli anni, e vinsi armato,
barbare terre, e popoli stranieri;
e detto fui felice e fortunato
ladron di Regni, e predator d'Imperi.
E stato sarei certo un novo Marte,
se l'ira, che fu sola atta a domarmi,
de le vittorie mie non era a parte.
D'Apelle i lini, di Lisippo i marmi,
e del gran Stagirita ebbi le carte:
sola una tromba mi mancò fra l'armi.