Alla chioma della Signora Beatrice Gaetana
Fuor del candido velo
Beatrice fra noi scopre il capello,
Per veder se nel cielo
Berenice là su l'abbia più bello,
E chi debba di lor primo o secondo
Aver loco nel ciel, pregio nel mondo.
Ma confusa da l'oro,
Che Beatrice ha nel leggiadro crine,
Il suo biondo tesoro
Berenice là su nasconde al fine;
E nel valor de le dorate chiome
Sol resta in noi di Beatrice il nome.
Non sì vaghe han le rose
Sovra il tenero capo auree granella,
Come, pure e vezzose,
Ha costei ne la fronte aurate anella,
Che, fra teneri fior, lieta somiglia
Nel giardino d'amor rosa vermiglia.
Né sì nobile il Tago
Per l'iberiche sponde aureo passeggia;
Né si limpido e vago
Il Pattolo gentil ricco biondeggia,
Come lucido è il fiume, e vaga è l'onda,
Che le tempie di questa orna e circonda.
Quella pioggia divina
Che l'argiva fanciulla accolse in grembo,
Così lucida e fina
Non distillò dal prezioso nembo,
Come in tremoli groppi a parte a parte
L'aurea pioggia del crin costei comparte.
Più non vanti felice
La fenice d'Arabia aurea la testa,
Ch'assai più preziosa
Con diadema d'onor l'inalza questa,
Che per l'alta beltà d'ognun si dice
Nel bel regno d'Amor nova fenice.
Le sue trecce dorate
Celi piena di scorno oggi l'Aurora;
Le sue chiome anellate
Per vergogna mostrar non osi Flora;
Che più belle fra noi l'apre e disserra
Questa diva del ciel, ch'Aurora è in terra.
Più quel vello non vale,
Che Giasone portò carco d'onore;
Ogni pompa venale
Intessuta ne l'or perde il valore;
Ch'a paragon di sì bel crin gentile,
Ogn'ambra è fosca, ogni topazio è vile.
Or ne l'orto d'Atlante
Non arrischi la vita avida gente,
Per rubar quelle piante
Ch'han di fino metallo ombra lucente;
Questo vago tesor sol brami et ami
Chi tra chiome goder vuol più bei rami.
Gir con aureo rampollo
Il troiano guerrier seppe a l'Inferno,
E lontano d'Apollo
Con tal lume abbagliò l'ombre d'Averno;
Ma chi di sì bell'oro ha un ramo inciso,
A l'abisso non va, ma in Paradiso.
Resti vinto e confuso
Il gran re de' pianeti or nel viaggio,
E celato e rinchiuso
Nel balcone del ciel tenga il suo raggio:
Ch'ove spande costei suo crine adorno,
Ne la notte più fosca apre a noi giorno.