Alla cicala

By Girolamo Fontanella

Cicaletta innocente,

Garruletta volante,

Che con voce ridente,

Bella nunzia di spiche esci festante;

Cittadina vagante,

Che cercando fra' rami ombra tranquilla

Sei di Cerere bella organo e squilla.

Tu nel collo dipinto

Hai sì vago monile,

Che di porpora tinto,

Par di saggio pittor linea sottile;

Tu leggiadra e gentile,

Di due tenere fila il capo adorna,

In sembianza di luna ergi due corna.

Tu qual vago organetto

Variamente vergato,

Mostri il tenero petto,

Onde musico spicca il dolce fiato;

Tu nel colle e nel prato

Fai rimbombar soavemente acuto

Da le picciole canne il suono arguto.

Tempri, musica estiva,

Graziosa e vitale,

La bell'arpa nativa,

Che con vago lavor porti ne l'ale;

E nel canto sei tale,

Che nel caldo sudor, mentre il conforti,

A l'avaro cultor refugio apporti.

Tu non pasci il digiuno

Di semenza o di fronda,

Ma nel tempo opportuno,

Rugiadoso licor libi gioconda,

Gusti brina feconda,

Et amica de l'aria umida e pura,

De l'estivo calor tempri l'arsura.

Tu non provi gli affanni

De la rigida etate,

Ma nel corso degli anni

Spiri dolci di vita aure odorate;

Godi dolce l'estate,

E fuggendo del sol gli ardenti rai,

Striduletta romita a l'ombra stai.

Ben valesti volando

Da scoscesa pendice,

Graziosa cantando,

Di rotta corda sostener la vice

Sopra cetra felice,

Ch'entro picciola gola, alta e sonora,

Hai di musico spirto aura canora.

Or tu spirami in seno,

Vagabonda animella,

Quel tuo fiato sereno,

Quell'aura tua sì armoniosa e bella.

Tu, romita novella,

Fra sì bianchi oliveti accolta e chiusa,

Su la cetera mia sarai la Musa.