Alla fenice
O del vago Oriente
Cittadina felice,
Peregrina lucente
De l'odorosa arabica pendice,
Che sola al mondo hai fra l'alato stuolo
Eterno il corso et immortale il volo.
Vivi in clima giocondo,
Temperato e sereno,
Ove il monte fecondo
Ha ricco il dorso e prezioso il seno,
Tra verdi piante e tra perpetui fiori
Fumando incensi e distillando odori.
Sollevando la testa,
Con pomposo lavoro
Di bellissima cresta,
Il manto hai d'ostro e la corona hai d'oro,
Et ambe l'ali a meraviglia belle,
Trapunte a soli e ricamate a stelle.
Porti ricco monile
Ne la gola vezzosa,
Che 'l tuo collo gentile
Con leggiadri profili orna pomposa,
E di vivo corallo e lucid'ostro
Mostri pinte le fauci, adorno il rostro.
Tu famelica errante,
Non procacci alimenti,
Né con bocca anelante
Bramosa corri ai liquefatti argenti,
Ma grato il cibo e preziosa hai l'esca
D'ambrosia pura e di rugiada fresca.
Quando stanco nel dorso,
Sotto il peso degli anni,
Movi tremolo il corso,
E debil forza in agitare i vanni,
Indrizzi il volo ove superbo colle
Il giogo inalza e la cervice estolle.
Sembra il tumido monte
Orgogliosa Babelle,
Che poggiando a le stelle,
Va temeraria a sollevar la fronte,
E d'alte nubi incoronato intorno
Aguzzo stende e rilevato il corno.
Quinci limpida e piana
Scaturisce fra sassi
Graziosa fontana,
Che lieti move e tortuosi passi,
E dentro cupa et arenosa sponda
D'argento i pesci e di cristallo ha l'onda.
Qui piegando le cime
Sopra ogn'altro arboscello,
Sorge palma sublime
Di cento spade Briareo novello,
Che s'erge in alto, e si profonda dentro,
Col capo al ciel, con le radici al centro.
Qui poggiando riposi
Nel tuo corso affannata;
Qui di rami odorosi
Fai, novella architetta, arca odorata,
E qui battendo e dibattendo l'ali
Desti in mezzo le fiamme aure vitali.
Mille vaghi augelletti
Ti consacrano a canto,
Con pietosi versetti,
Lugubre esequie di canoro pianto,
E 'l rusignuol nel tuo morir vivace,
Con la musica sua t'impetra pace.
Tu svegliando l'ardire
Fra gli ardori dei lampi
Sostenendo il morire,
Invitta mori, e generosa avvampi;
E morta al fin, con fortunata sorte
Vai gloriosa a trionfar di morte.
Ma risorta fanciulla,
Ne la morte hai la vita,
Ne la tomba hai la culla,
E sai nel fin principiar la vita.
E figlia e madre di te stessa eguale,
Da le ceneri tue sorgi immortale.