Alla Fortuna

By Girolamo Fontanella

O tiranna fallace,

Che con rapida mano

Volgi in vario tenor lo stato umano;

E nemica di pace,

Ne la rota volubile del mondo

Chi levi in alto e chi deprimi al fondo.

Signoreggi i mortali,

Ma senz'ordini o leggi

La monarchia de l'Universo reggi;

E del vetro più frali

Mentre porgi i tuoi beni e mentre inganni,

Senza fede serbar, premi e condanni.

Agl'insani opportuna

Ridi prodiga d'oro,

Et avara a virtù neghi tesoro,

E guerriera importuna,

Con saette di mali incontra i buoni,

Ne l'imprese di glorie ognor t'opponi.

Su la tumida cima

Degli onori apparenti

Sollevi pur l'ambiziose genti;

E gl'innalzi tu prima,

Perché dapoi con repentino volo

La caduta maggior trovino al suolo.

Tu chiamata non odi,

Né per querule grida,

Da l'usato rigor t'arresti infida;

Ma dei miseri godi,

E prostrato a l'in giù, chino e dimesso,

Per ischerno maggior calchi l'oppresso.

Scarsa e prodiga insieme

Infra doni e rapine,

Diverso fai dal tuo principio il fine.

Rendi vana la speme,

E promettendo, ne la fe' che rompi,

I disegni ad altrui spesso interrompi.

Furiosa vagante

Per le lubriche vie

De l'indomito mar corri e travie;

Et a l'aura incostante,

Mentre il cauto nocchier spande l'antenne,

De le false speranze apri le penne.

Ne le perfide corti,

Fra 'l dubbioso e l'incerto,

Sei cieca finta in riguardare il merto;

E quel premio ch'apporti,

A l'altrui servitù dannoso in tutto,

Di penitenza e di dolore è frutto.

Vedi Roma superba,

Che destrutta cadeo,

Del tuo valor, del tuor furor trofeo;

E premendo su l'erba,

Fai di moli abbattute in vario loco

Con tirannico piè trastullo e gioco.

Sei del volgo insensato,

Ch'adombrato ha l'idea,

Chimera vana, imaginaria dea,

Onde ben forsennato

È chi ti siegue; e chi ti crede ardente,

Folle imaginator, dà fede al niente.