ALLA MUSA
Novo intatto sentier segnami, o Musa,
onde non stia tua fiamma in me sepolta.
È forse a somma gloria ogni via chiusa,
che ancor non sia d'altri vestigi folta?
Dante ha la tromba, e il cigno di Valchiusa
la dolce lira; e dietro han turba molta.
Flora ad Ascre agguagliosse; e Orobbia incolta
emulò Smirna, e vinse Siracusa.
Primo signor de l'italo coturno,
te vanta il secol nostro, e te cui dieo
Venosa il plettro, e chi il flagello audace?
Clio, che tratti la tromba e il plettro eburno,
deh! fa che, s'io cadrò sul calle Ascreo,
dicasi almen: su l'orma propria ei giace.