Alla Resurrezione del Salvadore
Ecco il mistico Tempio,
Che 'l gran Verbo umanato
In se stesso mostrò con vivo essempio:
Edificio animato,
Nel terzo giorno, con lavor novello,
Da l'antica Giudea sorge più bello.
Ecco l'alma Colomba,
Che da l'Arca verace,
Ove chiusa e riposta ebbe la tomba,
Esce nunzia di pace,
E con ramo d'olivo, altera e lieta,
Le procelle del mondo intorno accheta.
Ecco il novo Sansone,
Che dal sonno mortale
Si risveglia e riscuote, almo campione;
E con braccio immortale
Spezzando l'uscio del tartareo Averno,
Sotto giogo oppressor doma l'Inferno.
Ecco il celeste Giona,
Che dal gran ceto assorto,
Da le fauci voraci or si sprigiona;
Et arrivando al porto
De la gloria immortal, bella et ardita
Fa dal grembo di morte uscir la vita.
Ecco il divino Anteo,
Che più lieve e più forte,
Glorioso risorge onde cadeo;
E vincitor di morte
Ne l'aspra lutta, dal tartareo fondo
Solleva l'uomo, e rinovella il mondo.
Sol tu, spenta e sepolta
Ancor giacendo stai
Ne la tomba del vizio, anima stolta?
No, no, risorgi omai
Col Fattor de la vita, e col tuo Duce
Da quest'ombra del mondo esci a la luce.