Alla rosa

By Girolamo Fontanella

O bellissima rosa,

De la terra e del ciel tenera figlia,

Tu da la siepe ombrosa

Verginella pudica esci vermiglia,

E sotto il vel de l'odorate frondi

Vergognosa leggiadra il capo ascondi.

Spargi allegre faville

Nel tuo lieto spuntar fresco e ridente,

E con bionde pupille

Vagheggiata vagheggi il sol nascente,

E de l'alba rivolta al chiaro viso,

Nel tuo vivo rossor sfavilli un riso.

Per tutto, ove tu nasci,

Suona tromba d'april musica l'ôra;

Nel cespo, ove ti pasci,

Viene balia d'amor l'umid'Aurora,

E con licor di rugiadoso argento,

Ti porge in coppa d'or fresco alimento.

Tu nei gemmati campi

Sei del volgo dei fior donna e reina;

E mentre accesa avvampi

Nel trono bel de l'intrecciata spina,

In maestà superba, in tutti i lati,

Folgoreggi fra l'erbe, occhio de' prati.

Hai di spine pungenti

Mille in difesa tua rigide schiere,

Che con armi nocenti

Guardano ognor le tue bellezze altiere,

E con applauso in tuo munito seggio

Hai da l'aure ministre almo corteggio.

Graziosa pittura

De la madre d'Amor nobile e degna,

Tu, di vergine pura

E di fido amator commune insegna,

Hai nel soave odor soave ardore,

E ne le spine tue strali d'amore.

Tu, de l'alma pittrice

Che colora le piagge almo lavoro,

Sei qual vaga fenice,

Ch'ha di porpora il manto e 'l capo d'oro;

E ne l'esser sì bella e vaga tanto,

Qual fenice hai di fior l'unico vanto.