Alla Signora Contessa Paolina Leopardi. IV
Mentre jeri errando gìa
Per l'amica Arcadia mia
Fra quei boschi all'improviso
Sorse un alto evviva, un riso,
E di cetre un grato suono
Si sentìa tra quel frastuono,
Ed udii fra quel concento
Tali versi a grande stento.
Salve, o donna, amica, e forte,
Che temer non dei la morte,
Poichè sempre il nome tuo
Farà fronte al ferro suo;
Quell'allor che t'incorona
Giustamente a te si dona,
E vedrai... Quì un rumorìo
Interruppe il vate, ed io
Più non volli ivi restare,
Ma men volli un poco andare
Ammirando fra me stesso
Questa donna onor del sesso.