Alla Signora Contessa Paolina Leopardi. V

By Giacomo Leopardi

Fuvvi un dì che si potea

Dirvi quel che si volea

Si potea scherzare un poco

Senza farvi andare in fuoco

Sentivate questo, e quello

Senza prendere un cappello,

Senza andar tosto in curina

Come il vin nella cantina.

Noi perciò nel quarto esame

Con le fette di salame

Vi facemmo una corona

Da portarsi in elicona,

E mostrarsi a quei Poeti

Che sen van contenti e lieti

Di uno straccio sol d'alloro

Comperato a peso d'oro.

Or però non è così

S'io volessi in oggidì

Dirvi un pò quattro facezie

Schiccherar tre o quattro inezie

Prendereste voi di botto

Un orribile fagotto

Pien di polve di cannoni

Da sparar per i calzoni.

Io però prendo il partito

Umiliato, ed avvilito

Di donare al vostro merto

Di melloni, e fichi un serto

Da mostrarsi all'Educande

Di quel luogo che già spande

La sua fama in tutto il mondo

Quanto è lungo, e largo, e tondo.

Ma non vò sprecar più inchiostro

Ora andiamo al sito nostro,

E poichè già pronti siamo

Attenzione. Incominciamo.