Alla Signora Contessa Virginia Mosca-Leopardi

By Giacomo Leopardi

Già salisco sul Parnaso

Tutto pien di buon umore;

Pria mi soffio un poco il naso

Ed asciugomi il sudore:

Poi la cetra appendo al collo,

E m'assido in su l'erbetta;

Già mi siede al fianco Apollo

Colla musa mia diletta.

Sotto un verde alloro ombroso

Godo il fresco venticello,

E m'ispira il mio riposo

Estro grande, estro novello.

Odi dunque, ava, il mio canto,

Che per te già sciolgo ardito:

Esso avrà di gloria il vanto,

Se sarà da te gradito.

Venti, tacete;

Voi rattenete,

O fiumi, il corso;

Facciasi il dorso

Dell'Oceano

Tranquillo e piano,

Onde cantare

Possa le rare

Doti ed i pregi

Nobili egregi

Dell'ava amica.

Ogni fatica

Si adopri pure;

Tutte le cure

Per opra tale

Non fanno male.

Ma che dirò?

Che far potrò?

Non è bastante

Per tali e tante

Virtudi amate,

Virtù pregiate,

Tutto l'ingegno

Tutto l'impegno.

Ma è già stanca la mia musa,

Non più sa suonar la lira,

D'Elicon la selva ha chiusa,

Nè più l'estro ella m'ispira.

Umilmente la pregai,

Ma non volle essa ascoltarmi:

Dunque adesso aggradirai

Questi mei poveri carmi.