Alla Virtù

By Girolamo Fontanella

De l'umano intelletto

Pegno amabile e caro,

Parto nobile e raro,

Da fatica e d'industria in noi concetto;

Alba d'alto saver, che pura intorno

A l'orror de la mente apporti il giorno.

Tu ne' vili natali,

Rendi nobile un core;

Tu con aura d'onore,

Ad imprese di gloria alzi i mortali;

E di beni superni alma nudrice,

Sei, con povero aver, ricca e felice.

Pari ai numi celesti,

Saggi gli uomini fai;

Nuda e povera vai,

E pur d'alto valor gli animi vesti;

Bianca e pallida sei, ma dove annidi,

Con quel pallido tuo, la morte uccidi.

Sei tu stessa a te stessa

Mecenate e mercede;

La fortuna ti cede,

T'ha per premio la gloria il ciel concessa.

E se d'oro non hai pregiato serto,

T'incorona la chioma il proprio merto.

Nasci in tempo e col tempo

Avanzando risorgi;

Immortal poi ti scorgi,

Superando l'oblio, vincendo il tempo;

E qual biondo metal che 'l foco affina,

Tra sudori et affanni esci più fina.

Mercenaria donzella,

Artifici non usi;

Gemme et ostri ricusi,

Nuda e semplice ancor sembri più bella;

Di te stessa t'appaghi, e i premi tuoi,

Perchè vergine sei, gli onori vuoi.

Combattuta mai sempre,

Sei non unqua abbattuta,

Forte in esser canuta,

Mai non perdi vigor, non cangi tempre.

Invitta pugni e, gloriosa in guerra,

La fortuna e l'invidia abbassi a terra.

Porgi fiato immortale

A la garrula diva;

Fai ch'un morto ancor viva;

Spiumi e spunti a la Parca il dardo e l'ale;

E da stuolo plebeo scorrendo lungi,

Dove il piede non va col nome giungi.

Se visibil sembiante

Tu mostrassi di fuore,

Deh, qual gelido core

Non faresti al tuo amor ligato amante?

Pur non vista innamori e, dove splendi,

Volontaria ad amarti ogn'alma rendi.

Cela, celati pure

Ne' tuoi mutoli veli,

Chiusa ancor ti riveli,

Star tua luce non può fra nubi oscure;

E nel desio, ch'ad imparar ti chiama,

Mandi lampi d'onor, tuoni di fama.

Ah, se 'l fato ti toglie

L'alto imperio de' regni,

Tu, reina d'ingegni,

Ne l'interna città reggi le voglie!

E s'in trono non porgi ordini e leggi,

Tu nel seggio de' cor gli animi reggi.

Che non apri o non opri?

Di stupore infinito,

A la vista, a l'udito,

A l'ingegno, a la mente il tutto scopri:

Scorri libera il mondo, e pur non parti,

E i miracoli tuoi scopri in sette arti.