All'Illutrissimo Sig. Marchese Cesare Turco
Splendor d'alto lignaggio e gran tesori
Il cielo in Voi ben degnamente aduna:
Ma non miro que' beni o quegli onori
Cui diede il nascimento o la fortuna.
Altri, Signor, voi contemplando, adori
Accolte in Voi le grazie ad una ad una.
Beltà v'inostri il volto, il crin v'indori:
Che 'l seren di beltà tosto s'imbruna.
Altre ricchezze ha l'alma, altra beltade.
La nobiltà in voi stesso ha i pregi suoi,
Né son doni del caso o de l'etade.
Miro in voi quel ch'è sol proprio d'eroi,
Eloquenza, saver, valor, pietade,
Ed in voi non ammiro altro che Voi.