All'lllustrissimo Padrone Colendissimo Il Signor Don Sebastiano Sanchini
Certun scrive, ed a chi scrive?
Scrive al suo gran Precettore
Che ne' versi suoi già vive
E vivrà seppur non muore
Mio Signore più non tollera
La mia musa d'indugiare,
Che la vostra fiera collera
Non vuol'ella provocare
Ecco dunque quel sonetto,
Che da me desiderate,
Se sia bello, mi rimetto
A voi dotto amico Vate.
Il sonetto orsù leggete
Precettor di Pindo gioja,
Che da ognun quando volete
Discacciate via la noja.