All'orazione

By Girolamo Fontanella

O lusinga soave,

Che de l'alto Signor l'orecchio alletti,

Stral che pungi e diletti,

Suon che placido e grave

Fai sì bella armonia d'alti lamenti,

Che 'l divino furor dolce addormenti.

Sei de' cori a Dio cari

Contro il fiero nemico arme potente,

Scudo che l'innocente

Contro i colpi ripari,

Ostia d'amor ch'innamorata e fida

Mandi incenso che parla, odor che grida.

Sei quell'aurea catena,

Che l'eterna bontà leghi parlando,

Quella sacra Sirena,

Che dai vita cantando,

E con estasi bella e dolce oblio

Ne fai morti a la terra e vivi a Dio.

Sei quel parto d'amore,

Che nel cupo tacer più dolce nasci,

Che di pace ti pasci,

Ch'hai la culla nel core,

E con vagiti spiritosi e vivi,

Penetrando le sfere, al cielo arrivi.

Quella pura colomba,

Che ne l'arca del cor la pace apporti,

Quella mistica tromba,

Che risvegli anco i morti,

Che dal mondo inudita al cielo gridi,

Che spaventi l'Inferno e l'uomo affidi.

Tu per gradi sublimi

Sai compor d'umiltà sicura scala,

Alzi al ciel chi si cala,

Chi s'atterra sublimi,

E tal virtù di melodia dispensi,

Che per dolcezza immobilisci i sensi.

Fuggi i vani tumulti,

Schivi i garruli applausi, odii i contrasti,

Odii i publici fasti,

Ami gli antri più occulti,

Et amica de l'ombre, entro gli orrori,

Ne le tenebre fosche allumi i cori.

Quei sospiri profondi,

Quei singulti d'amor ch'in aura esali,

Son incensi vocali,

Son profumi facondi,

Che su l'ali d'amor levati a volo,

A l'orecchio di Dio giungono solo.

Che non puoi con tue note,

O preghiera devota, o sacro detto?

Rompi il solido tetto

De le sferiche ruote,

Et aprendoti al ciel libera strada,

Ne la mano di Dio fermi la spada.

Sono chiavi sonanti

Le preghiere d'Elia mosse da terra;

Serra i cieli e disserra

A le piogge stillanti,

E sì forte pregando il cielo invoca,

Che dai termini suoi morte rivoca.

Che là su non ardisce

Forza d'alto pregar?su l'aurea mole

Dar può legge anco al sole,

Fin al sol l'ubbidisce;

Ferma al tempo la fuga, e 'l nume aurato

In sì bell'armonia resta incantato.

Scende il primo elemento,

Contro l'ordine suo, dal proprio loco;

Dà al sacrificio foco

Senza fomite o vento,

Et a trarlo qua giù solo è bastante

Con devote parole anima orante.

S'apre il pelago ondoso,

Dando al popolo ebreo libero il passo;

Vien da sterile sasso

Fonte insolito ascoso,

Giù distilla la manna il largo cielo,

Ove sparge Mosè prieghi di zelo.

Che non fa Gedeone

Volto al zelo di Dio mentre combatte?

Vince, calca et abbatte

Sette audaci corone,

E col foco del priego, Ercol celeste,

Tronca l'idra giudea di sette teste.

Che mirasse ammirando

Babilonico re fanciulli illesi

Gir per camini accesi,

Baldanzosi cantando,

Fu di priego devoto ardente forza,

Che 'l vigor de la fiamma in terra ammorza.

Deh!se l'impeto edace

Puoi del foco arrestar, tu priego santo,

In me tu spegni intanto

L'ardor vano e fallace,

E sì nobile in me produci frutto,

Che del foco di Dio sfavilli tutto.